Analisi del discorso indiretto e libero nella narrativa

Le voci nella narrativa: diretto, indiretto e libero

La narrativa utilizza tre metodi principali per integrare le parole e i pensieri dei personaggi all’interno del flusso del racconto, ciascuno con un diverso impatto stilistico e sulla prospettiva (il punto di vista).

Ecco un’analisi estremamente dettagliata e completa delle diverse tecniche utilizzate nella narrativa per riportare le parole e i pensieri dei personaggi: il discorso indiretto, il discorso diretto e, soprattutto, il cruciale discorso indiretto libero.


Il discorso diretto

Il discorso diretto è il modo più trasparente di riportare le parole: le battute sono presentate esattamente come sono state pronunciate o pensate, senza alcuna mediazione da parte del narratore.

Caratteristiche

  • Segnali grafici: È sempre introdotto da verbi dichiarativi (dire, pensare, chiedere) seguiti da due punti e dalle virgolette (o trattini).
  • Tempo e persona: Mantiene i tempi e le persone del parlante originale (prima e seconda persona).
  • Esempio: Il protagonista pensò: "Sono stanco, voglio andare a casa".

Funzione stilistica

Il discorso diretto crea immediatezza, drammaticità e autenticità. Permette al lettore di sentire la voce del personaggio senza filtri.


Il discorso indiretto

Nel discorso indiretto, le parole del personaggio sono filtrate e riassunte dal narratore. Le frasi diventano subordinate del verbo dichiarativo.

Caratteristiche

  • Mediazione: È sempre introdotto da un verbo dichiarativo seguito da una congiunzione (solitamente che o se).
  • Concordanza dei tempi: I tempi e i pronomi cambiano, seguendo le regole della consecutio temporum (concordanza dei tempi). La prima persona del parlante diventa la terza.
Discorso direttoDiscorso indiretto
"Sono stanco."Disse che era stanco.
“Verrò domani.”Disse che sarebbe venuto il giorno dopo.
“Voglio che tu venga.”Voleva che tu venissi (congiuntivo).

Funzione stilistica

Il discorso indiretto permette al narratore di riassumere rapidamente lunghe conversazioni o pensieri, mantenendo il controllo sul ritmo narrativo e sulla prospettiva. È meno drammatico e più sintetico.


Il discorso indiretto libero

Il discorso indiretto libero (D.I.L.) è il costrutto più sofisticato e stilisticamente ricco. Esso fonde le caratteristiche del discorso diretto (immediatezza) con quelle dell’indiretto (assenza di verbi introduttivi).

Caratteristiche distintive

  1. Assenza di Verbi Introduttivi e Congiunzioni: Non ci sono segnali grafici (virgolette) né sintattici (verbi come dire, pensare o congiunzioni come che).
  2. Tempi e Pronomi del Discorso Indiretto: Mantiene la terza persona e la concordanza dei tempi rispetto al narratore (es. Se il narratore usa il passato, il D.I.L. usa l’imperfetto o il trapassato).
  3. Marcatori Stilistici del Discorso Diretto: Mantiene l’interpunzione, il lessico (gergo, dialettismi) e le esclamazioni/interrogazioni tipiche della voce del personaggio.

Esempio classico

  • Narratore (terza persona): Tornò a casa stanco e affamato. Era stata una giornata terribile.
  • Discorso Indiretto Libero (voce del personaggio): Quella giornata terribile! Non ne poteva più, voleva solo un letto comodo.

In questo caso, il lettore capisce che l’esclamazione Quella giornata terribile! e il desiderio del letto provengono direttamente dalla mente del personaggio, pur essendo espressi nella sintassi del narratore.

Funzione stilistica del D.I.L.

  • Polifonia: Crea una fusione tra la voce del narratore e quella del personaggio, permettendo al lettore di “entrare” nella coscienza del personaggio senza che la narrazione si interrompa.
  • Ironia e Distacco: Nella letteratura verista (come in Verga), il D.I.L. è usato per esprimere le voci popolari, ma il narratore mantiene un sottile distacco ironico.
  • Flusso di Coscienza: Nei romanzi del Novecento (es. Joyce, Woolf), il D.I.L. diventa lo strumento privilegiato per rappresentare il flusso di coscienza, il susseguirsi non lineare e immediato dei pensieri.

Il continuum delle voci

Questi tre metodi non sono compartimenti stagni, ma si muovono lungo un continuum di filtrazione della voce:

  • Discorso diretto: Massima immediatezza, zero mediazione.
  • Discorso indiretto libero: Equilibrio tra mediazione (tempi del narratore) e immediatezza (stile del personaggio).
  • Discorso indiretto: Massima mediazione, minimo coinvolgimento emotivo.

L’analisi di come un autore gestisce questi passaggi è cruciale per comprendere la prospettiva e la tecnica narrativa del testo.


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