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Il discorso indiretto libero: riportare pensieri senza dire o pensare
Il discorso indiretto libero (D.I.L.) è una tecnica narrativa avanzata che permette di riportare le parole o, più frequentemente, i pensieri interiori di un personaggio, fondendo la libertà e l’immediatezza del discorso diretto con la prospettiva e il tono del narratore. Si tratta di uno strumento stilistico potentissimo, ma sottile, che mira a dare voce alla coscienza del personaggio senza interrompere il flusso narrativo con espliciti verbi introduttivi.
Definizione e funzione narrativa
Il D.I.L. rappresenta un punto di incontro tra il discorso diretto e il discorso indiretto. A differenza del discorso indiretto standard, il D.I.L. omette i verbi dichiarativi o di pensiero (come dire che, pensare che, credere che) e le congiunzioni subordinate (come che).
La sua funzione principale è creare un’immersione psicologica nel personaggio, permettendo al lettore di accedere ai suoi pensieri più intimi, dubbi, desideri o angosce, mantenendo al contempo la narrazione in terza persona. Il confine tra la voce del narratore e la voce del personaggio diventa sfumato.
Le caratteristiche fondamentali del D.I.L.
Per riconoscere e utilizzare correttamente il discorso indiretto libero, è necessario osservare tre elementi stilistici che lo distinguono dagli altri costrutti:
Assenza di verbi introduttivi e congiunzioni
Il D.I.L. si inserisce direttamente nel testo narrativo, senza preavviso. Non sono presenti i due punti, le virgolette o le lineette, tipici del discorso diretto, né i verbi reggenti tipici del discorso indiretto.
- Discorso Diretto:
Mario pensò: "Domani andrò al mare." - Discorso Indiretto:
Mario pensò che il giorno dopo sarebbe andato al mare. - Discorso Indiretto Libero:
Mario camminava stanco. Il giorno dopo sarebbe andato al mare. Finalmente!
Mantenimento del tono e dell’interpunzione del discorso diretto
Una delle caratteristiche più evidenti è che il D.I.L. conserva l’espressività e il tono emotivo propri del discorso diretto. Si mantengono esclamazioni, interiezioni e punti interrogativi.
- Esempio (emozione):
La stanchezza lo assaliva. Ma perché doveva succedere proprio a lui? Non era giusto! Si sentiva tradito dal mondo intero.(Le domande retoriche e le esclamazioni sono un segno distintivo del D.I.L.).
L’applicazione della concordanza dei tempi
Pur mantenendo l’espressività del discorso diretto, il D.I.L. applica le regole della concordanza dei tempi e dei pronomi tipiche del discorso indiretto.
Variazione dei tempi verbali:
Il tempo della frase viene adeguato al tempo della narrazione (spesso l’imperfetto o il passato remoto). Se il narratore è al passato, anche il pensiero del personaggio si sposta all’indietro:
- Idea originale del personaggio (Presente):”Ora devo finire il mio lavoro.”
- Nel D.I.L. (Narrazione al Passato):Non poteva smettere ora. Doveva finire il suo lavoro. (Il devo si trasforma in doveva).
Variazione degli avverbi di tempo e spazio:
Anche gli indicatori temporali e spaziali cambiano come nel discorso indiretto.
| Da diretto | A indiretto libero |
|---|---|
ora, adesso | allora, in quel momento |
qui, qua | lì, là |
domani | il giorno dopo, l'indomani |
Esempio: Il treno fischiava. Era arrivato il giorno dopo, quando ormai non serviva a nulla. Non lo avrebbe perdonato.
Approfondimento sulle trasformazioni morfologiche
Per padroneggiare il D.I.L., è cruciale capire come le categorie grammaticali si adattano al contesto del narratore.
Pronomi personali e possessivi
I pronomi e i possessivi passano dalla prima e seconda persona (tipiche della voce del personaggio) alla terza persona (tipica della voce del narratore).
- Idea originale (1° persona):
"Ho lasciato le mie chiavi sul tavolo." - Nel D.I.L. (3° persona):
Era sicuro di sé. Aveva lasciato le sue chiavi sul tavolo.(Si passa da ho a aveva e da mie a sue).
Trasformazione dei tempi (Il Passato)
Quando l’azione pensata è passata rispetto al tempo della narrazione (spesso imperfetto), si usa il trapassato prossimo o il congiuntivo trapassato.
- Idea originale (Passato Prossimo):
"Ho sbagliato tutto." - Nel D.I.L. (Narrato al Passato):
Si sentiva disperato. Aveva sbagliato tutto.(Si usa l’Indicativo Trapassato Prossimo). - Idea originale (Congiuntivo Presente):
"Spero che lui mi aiuti." - Nel D.I.L. (Narrato al Passato):
Sperava che lui lo aiutasse.(Si usa il Congiuntivo Imperfetto).
Il contesto di uso e l’effetto stilistico
Il discorso indiretto libero è raramente usato nel linguaggio quotidiano, ma è una colonna portante della narrativa moderna e contemporanea.
Contesti letterari
Il D.I.L. è stato ampiamente utilizzato da autori come Giovanni Verga (nel Verismo), Marcel Proust e, in modo magistrale, da James Joyce (con la tecnica del flusso di coscienza).
Nell’uso più tipico (come in Verga), serve a far emergere il pensiero popolare o la psicologia collettiva, spesso con una marcata ironia.
Effetto stilistico
L’effetto ricercato è la polifonia, ovvero la coesistenza di più voci (quella del narratore e quella del personaggio) all’interno dello stesso segmento di testo. Il lettore sperimenta il pensiero del personaggio quasi come se fosse suo, creando una vicinanza emotiva unica.
- Vantaggi: Maggiore ritmo narrativo, eliminazione delle interruzioni, approfondimento psicologico del personaggio.
- Svantaggi: Rischio di ambiguità; a volte è difficile per il lettore distinguere chi sta parlando o pensando.
Esempi riassuntivi di passaggio al D.I.L.
Ecco alcuni esempi di come una frase da diretta si trasforma in discorso indiretto libero in un contesto narrativo al passato.
- Discorso Diretto:
"Sono stanco e tornerò a casa domani." - D.I.L.:
Si accasciò sulla poltrona. Era stanco e sarebbe tornato a casa il giorno dopo. Non ce la faceva più. - Discorso Diretto:
"Non credo che tu abbia ragione in questa situazione." - D.I.L.:
Non gli dava retta. Non credeva che lui avesse ragione in quella situazione. Era un pazzo. - Discorso Diretto:
"Se avessi avuto i soldi, avrei comprato quella casa!" - D.I.L.:
Guardava la vetrina con rimpianto. Se avesse avuto i soldi, avrebbe comprato quella casa! Era un'occasione persa.
Il discorso indiretto libero è il ponte più breve tra la mente del personaggio e l’esperienza del lettore, a condizione di padroneggiare la concordanza dei tempi al passato.
