Indice
Prefissi: modificatori di significato e registro
I prefissi si attaccano all’inizio della parola base e, di norma, non ne cambiano la categoria grammaticale (un nome resta un nome, un aggettivo resta un aggettivo). Modificano il significato aggiungendo un’idea di negazione, posizione, quantità o tempo. L’uso di prefissi e suffissi è uno dei metodi più potenti e sottili in italiano per la derivazione (formazione di nuove parole) e per modificare il registro (il livello di formalità) e il significato di una base lessicale.
| Tipo di prefisso | Funzione principale | Esempi (Nome/Verbo) | Variazione di registro |
|---|---|---|---|
| Negativi | Creano l’opposto della base. | in- (inopportuno), dis- (disdire), a- (amorale) | Neutro/Formale |
| Intensificatori | Indicano quantità o grado elevato. | super- (supermercato), arci- (arci-noto), stra- (straordinario) | Spesso più informale/enfatico |
| Posizionali | Indicano posizione spaziale. | inter- (intercapedine), sotto- (sottosuolo), trans- (transalpino) | Neutro/Formale |
| Iterativi | Indicano ripetizione dell’azione. | ri- (rifare, rileggere) | Neutro |
Suffissi: cambio di categoria e di registro
I suffissi si attaccano alla fine della base lessicale e sono cruciali, poiché spesso modificano la categoria grammaticale della parola (es. da Aggettivo a Nome). Inoltre, i suffissi sono la sede principale dei cambiamenti di registro (diminutivi, peggiorativi, ecc.).
Suffissi nominali (per creare nomi)
Questi suffissi permettono di creare nomi a partire da verbi o aggettivi, influenzando notevolmente il registro e la formalità.
Da aggettivo a nome (Qualità/Stato)
Indicano una qualità, uno stato o un concetto astratto.
-ezza / -ità
Danno un tono neutro/formale per indicare qualità astratte.
Esempi: bellezza (da bello), velocità (da veloce), tristezza (da triste).
-ismo
Indica dottrine, ideologie o movimenti.
Esempi: socialismo, capitalismo.
Da verbo a nome (Azione/Risultato)
Indicano l’azione stessa o il suo risultato.
-zione / -mento
Danno un tono formale/burocratico per indicare processi o risultati di azioni.
Esempi: approvazione (da approvare), cambiamento (da cambiare).
-tore / -trice
Indica l’agente che compie l’azione.
Esempi: scrittore (da scrivere), direttore (da dirigere).
Suffissi verbali (per creare verbi)
Questi suffissi trasformano nomi o aggettivi in verbi.
-izzare
Tendenza moderna a trasformare un concetto in azione. Spesso neutro/tecnico.
Esempi: organizzare (da organo), modernizzare (da moderno).
-ificare
Simile a -izzare, indica l’azione di rendere qualcosa tale. Spesso formale.
Esempi: semplificare (da semplice), chiarificare (da chiaro).
-eggiare: Indica l’azione di fare qualcosa in modo continuo o ripetitivo. Spesso neutro/letterario.
Esempi: festeggiare (da festa), ondeggiare (da onda).
Suffissi alterativi (modificano il registro emotivo)
I suffissi alterativi non cambiano la categoria grammaticale (un nome rimane un nome), ma cambiano la percezione di dimensione, qualità e, soprattutto, l’emotività e il registro.
| Suffisso | Funzione | Tono/Registro | Esempi |
|---|---|---|---|
-ino / -etto | Diminutivo | Affettuoso, intimo (informale) | cagnolino, libretto |
-one | Accrescitivo | Enfatizzazione, a volte ironico | librone, ragazzone |
-accio | Peggiorativo | Negativo, dispregiativo (informale) | tempaccio, giornataccia |
-astro | Peggiorativo | Disprezzo, qualità inferiore (formale/letterario) | poetastro, medicastro |
L’uso dei suffissi alterativi è cruciale per stabilire il registro: la parola casa è neutra, ma casupola (spregiativo) e casetta (diminutivo) veicolano toni completamente diversi, abbassando il registro verso l’intimità o il giudizio.
