La subordinazione complessa: catene di subordinate implicite ed esplicite

Catene di subordinate: ipotassi avanzata

La subordinazione complessa è parte integrante dell’ipotassi (struttura con molte subordinate) e aggiunge profondità alla frase. Per identificare la catena, si numera il grado di subordinazione (o dipendenza): la principale è di grado 0, la sua dipendente è di grado 1, la dipendente di grado 1 è di grado 2, e così via.

La subordinazione complessa è il tratto distintivo di una prosa formale e sofisticata. Si verifica quando una proposizione subordinata ne regge a sua volta un’altra, creando una catena o una gerarchia di dipendenza logica, che può alternare costrutti espliciti e impliciti.

La subordinazione di grado multiplo

Si verifica quando la reggente di una proposizione è a sua volta dipendente da un’altra proposizione.

Esempio: Credo (0) | che l'esame (1) | che devi preparare (2) | sia difficile (1).

Analisi: La reggente è Credo (0). La subordinata di 1° grado (che l'esame... sia difficile) dipende da Credo. La subordinata di 2° grado (che devi preparare) dipende dal sostantivo l'esame, che fa parte della subordinata di 1° grado.

Subordinate esplicite in catena

Le subordinate esplicite sono introdotte da congiunzioni o locuzioni congiuntive e presentano il verbo in modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale). Nei testi formali, queste catene richiedono una rigorosa concordanza dei tempi (consecutio temporum).

Esempio (Finale, temporale, causale): Abbiamo lavorato giorno e notte (0) | affinché la relazione fosse pronta (1) | prima che il direttore la chiedesse (2) | perché non volevamo scontentarlo (3).

Analisi: La finale (1) regge la temporale (2), che a sua volta regge la causale (3). La catena stabilisce un flusso logico preciso: Lavorare -> per la finalità (prontezza) -> prima di un evento (richiesta) -> per un motivo (non scontentare).


L’alternanza tra esplicito e implicito

L’uso combinato di forme esplicite (verbi finiti) e implicite (verbi indefiniti: infinito, participio, gerundio) è il segno distintivo di una subordinazione complessa e stilisticamente ricca. I costrutti impliciti permettono di condensare informazioni senza interrompere il flusso logico.

Catene con il costrutto implicito (infinito e gerundio)

Gerundio e causale-temporale implicita

Il gerundio, che ha valore contemporaneo o causale, può reggere altre subordinate o essere retto da una principale complessa.

Esempio (Temporale implicita + Causale implicita): Parlando (1) | e sentendo le critiche degli ospiti (2), | ho capito (0) | che dovevo cambiare menu (3).

Analisi: Il gerundio Parlando è il costrutto implicito di 1° grado. La causale implicita (sentendo le critiche degli ospiti) è coordinata alla prima. La principale ho capito (0) regge la subordinata oggettiva che dovevo cambiare menu (3).

Infinito come oggettiva e completiva

L’infinito è spesso usato per creare subordinate oggettive o soggettive implicite, che a loro volta possono introdurre un’altra subordinata.

Esempio (Oggettiva implicita + Finale implicita): Il capo mi ha chiesto (0) | di contattare i fornitori (1) | per sapere (2) | quando potremo ricevere il materiale (3).

Analisi: L’oggettiva implicita (di contattare i fornitori) dipende da ha chiesto. Questa frase di 1° grado regge una finale implicita (per sapere) di 2° grado, che a sua volta regge una interrogativa indiretta di 3° grado (quando potremo ricevere il materiale).

Il ruolo del participio

Il participio (passato o presente) è cruciale per la subordinazione complessa, in quanto crea una proposizione relativa implicita che può fungere da nucleo per ulteriori dipendenze.

Esempio (Relativa implicita + Concessiva esplicita): Il rapporto (0), | scritto l'anno scorso (1), | non contiene (0) | i dati aggiornati (0) | sebbene sia stato rivisto (2).

Analisi: La relativa implicita (scritto l'anno scorso) è di 1° grado e specifica il soggetto Il rapporto. La principale Il rapporto non contiene i dati aggiornati (0) regge la concessiva esplicita di 2° grado (sebbene sia stato rivisto).

La maestria nella subordinazione complessa, con la gestione di catene di verbi impliciti ed espliciti, è la prova di un controllo sintattico avanzato e conferisce al testo un tono di grande autorevolezza e precisione logica.


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