Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER)

La bussola per imparare l’italiano: cos’è il QCER e perché è fondamentale

Se stai imparando l’italiano (o qualsiasi altra lingua), ti sarai sicuramente imbattuto in sigle come A2, B1 o C2. Non sono codici segreti, ma la chiave di lettura più importante del tuo percorso linguistico: il QCER, ovvero il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.

Immagina il QCER come una bussola riconosciuta in tutta Europa (e oltre) che definisce cosa significa davvero “sapere” una lingua a diversi livelli di competenza. Non è solo un modo per classificare gli studenti, ma uno strumento potentissimo che porta chiarezza, uniformità e motivazione nell’apprendimento.


Perché il QCER ha cambiato il modo di imparare le lingue

Prima del QCER, dire “parlo bene l’italiano” poteva significare tutto o niente. I metodi di valutazione erano diversi da Paese a Paese, e confrontare la preparazione era un incubo. Il QCER ha risolto questo problema introducendo una scala di sei livelli, standardizzata e basata non solo sulla grammatica, ma soprattutto sulle abilità pratiche:

  • Ascolto (Capire)
  • Lettura (Capire)
  • Interazione orale (Parlare)
  • Produzione orale (Parlare)
  • Produzione scritta (Scrivere)

In sostanza, il QCER descrive in modo dettagliato “cosa puoi fare” con la lingua a ogni stadio. Ad esempio, a un certo livello, sarai in grado di sostenere una conversazione su argomenti familiari; a un altro, potrai comprendere un complesso articolo di giornale.


La scala del QCER: i sei gradini dell’italiano

I sei livelli sono suddivisi in tre grandi gruppi:

I livelli base e autonomi (A1, A2 e B1, B2)

Questi livelli rappresentano le fondamenta e la piena autonomia.

  • Livello A1-A2: Questo è il punto di partenza, il momento in cui impari a presentarti, a ordinare un caffè e a capire frasi di uso quotidiano. La comunicazione è semplice e mirata ai bisogni più immediati. Raggiungere l’A2 significa già sapersi muovere in situazioni semplici e routinarie.
  • Livello B1-B2: Qui l’italiano spicca il volo. Al livello B1 riesci a cavartela nella maggior parte delle situazioni che possono capitare viaggiando in Italia e a esprimere opinioni in modo semplice. Il B2 è spesso considerato il livello di “autonomia vera”: riesci a interagire con scioltezza con i madrelingua, a comprendere testi complessi e a partecipare a dibattiti su argomenti astratti o tecnici. È il livello spesso richiesto per l’ammissione all’università.

I livelli di padronanza (C1, C2)

Questi livelli rappresentano la maestria e la piena competenza.

  • Livello C1-C2: Questi sono i livelli della padronanza avanzata. Al C1, comunichi in modo fluido, flessibile ed efficace per scopi sociali, accademici e professionali, utilizzando strutture complesse con facilità. Il C2 è il livello più alto: si avvicina a quello di un madrelingua istruito, permettendo di comprendere praticamente tutto ciò che si sente o si legge e di riassumere informazioni da diverse fonti, ricostruendo argomenti e resoconti in modo coerente e sciolto.

Il vantaggio di conoscere il tuo livello

Sapere esattamente dove ti trovi sulla scala del QCER è essenziale.

  1. Obiettivi chiari: Ti aiuta a impostare obiettivi realistici e misurabili. Non dici solo “voglio migliorare”, ma “voglio passare da B1 a B2“.
  2. Riconoscimento: I certificati basati sul QCER (come CELI, CILS o PLIDA) sono riconosciuti a livello internazionale per studio, lavoro o cittadinanza.
  3. Materiali giusti: Scegliere un corso o un libro di testo con l’indicazione del livello QCER ti garantisce di studiare materiale adatto alla tua preparazione, massimizzando l’efficacia del tuo tempo.

Il QCER non è solo un test, è la roadmap per trasformare i tuoi sogni linguistici in competenze concrete e riconosciute.


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