Il lessico astratto e la terminologia filosofica

Il lessico astratto e la terminologia filosofica

L’analisi e l’uso del lessico astratto e della terminologia filosofica sono fondamentali per la padronanza del registro accademico e saggistico in italiano. Questo linguaggio è caratterizzato dalla necessità di definire concetti universali e relazioni non materiali con precisione rigorosa.


Caratteristiche del lessico astratto

Il lessico astratto si contrappone a quello concreto e denota entità che non sono percepibili attraverso i cinque sensi (idee, qualità, stati, processi intellettuali).

Nominalizzazione e suffissi di astrazione

La caratteristica più evidente è la predominanza di nomi astratti, creati attraverso l’aggiunta di suffissi specifici a verbi o aggettivi.

SuffissoFunzioneEsempi
-zione / -sioneAzione, risultato dell’azioneconcezione, percezione, espressione
-tà / -itàQualità, statoverità, libertà, oggettività
-ismoDottrina, ideologia, movimentorazionalismo, empirismo, nichilismo
-enza / -anzaQualità, condizioneesistenza, coscienza, rilevanza
-uraEsito di un’azionestruttura, congettura

L’uso costante della nominalizzazione (es. la deliberazione è necessaria invece di si deve deliberare) conferisce al testo un tono di oggettività e distacco, tipico della prosa saggistica e filosofica.

Precisione e polivalenza

  • Precisione: Ogni termine astratto, pur essendo lontano dalla realtà fisica, deve avere una definizione chiara e univoca all’interno di un dato sistema concettuale (es. etica non è morale).
  • Polivalenza: Molti termini astratti sono usati come iperonimi (concetti generali) in grado di inglobare significati diversi a seconda della teoria (es. dialettica, essere).

La terminologia filosofica

La terminologia filosofica italiana attinge abbondantemente dal greco e dal latino, con una necessità di traduzione e definizione estremamente attenta.

Termini di origine greca e latina

Questi termini sono essenziali per definire concetti fondamentali, spesso con un significato molto diverso da quello dell’uso comune.

  • Essere: L’esistenza in senso generale, spesso distinto dall’ente (ciò che è).
  • Fenomeno: Ciò che appare alla coscienza, distinto dalla cosa in sé (Kant).
  • A priori: Ciò che è noto o giustificato indipendentemente dall’esperienza.
  • A posteriori: Ciò che è noto o giustificato solo attraverso l’esperienza sensibile.
  • Sintesi: Processo che unisce elementi distinti in un tutto organico (spesso opposto ad analisi).

Termini per l’argomentazione e la logica

Questi termini sono usati per descrivere le relazioni tra idee e la struttura del pensiero.

TermineSignificato nell’uso filosofico/logico
DialetticaMetodo per indagare la verità tramite la discussione, o processo triadico (tesi-antitesi-sintesi).
ParadigmaModello o insieme di teorie che definiscono un campo di ricerca in un dato momento storico (Kuhn).
LogicaStudio delle regole del ragionamento corretto; principio di necessità.
SostanzaCiò che esiste di per sé e non dipende da altro (opposto ad accidente).
SillogismoTipo di ragionamento deduttivo formato da due premesse e una conclusione.

Uso nel discorso complesso

Nel discorso saggistico o accademico, il lessico astratto viene spesso utilizzato in combinazione con la subordinazione complessa (ipotassi) e con un uso rigoroso del congiuntivo per esprimere le relazioni logiche tra i concetti.

  • Esempio: L'esistenza di un paradigma dominante implica che le prospettive minoritarie siano (congiuntivo) spesso escluse dal dibattito scientifico, pertanto (connettivo logico) la rilevanza delle tesi emergenti è (indicativo) messa in discussione.

Padroneggiare questo vocabolario è essenziale per esprimere non solo fatti, ma le relazioni concettuali che li governano.


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