I modi e i tempi verbali nella ricostruzione storica e nell’analisi letteraria

I modi e i tempi verbali nella ricostruzione storica e nell’analisi letteraria

La scelta dei modi e dei tempi verbali non è mai casuale nei testi di alto registro. Essi rappresentano uno strumento stilistico fondamentale per stabilire il rapporto con la verità, la temporalità e l’oggettività.

Di seguito, analizziamo l’uso strategico di modi e tempi verbali in due contesti formali e complessi: la ricostruzione storica e l’analisi letteraria.


Ricostruzione storica (realtà e oggettività)

Il testo storico (saggistica, manualistica) ha il compito di narrare eventi passati stabilendone la sequenza logica (anteriorità, posteriorità, contemporaneità) e l’oggettività. Il modo verbale dominante è l’Indicativo, in quanto modo della certezza.

I tempi dell’azione conclusa

Questi tempi sono usati per marcare la distanza temporale e la definitività di un evento.

Tempo verbaleFunzione specificaEsempio
Passato RemotoAzione lontana e conclusa che non ha più legami con il presente. Segnala un registro molto formale e distaccato. È il tempo canonico della grande storia.César morì nel 44 a.C. La sua morte segnò la fine della Repubblica.
Trapassato Prossimo / RemotoAzione che si è svolta prima di un’altra azione passata (anteriorità). Indispensabile per gestire la catena di eventi.I soldati avevano già marciato per tre giorni quando la battaglia ebbe inizio (Trapassato Remoto).
Passato ProssimoAzione passata con effetti sul presente o considerata vicina. Tende a rendere la storia più attualizzata o ad abbassare lievemente il registro verso il saggio contemporaneo.L'ultimo decennio ha visto una profonda trasformazione politica del continente.

Il presente storico e l’imperfetto

Questi tempi alterano la percezione della distanza, ma con funzioni diverse.

Presente storico (o narrativo): Si usa per rendere l’evento passato immediato e drammatico, coinvolgendo il lettore. È una scelta stilistica forte che spezza il ritmo dei tempi del passato.

  • Esempio: Il 15 marzo 44 a.C., Cesare entra in Senato, ma Bruto lo aspetta...

Imperfetto: Usato per descrivere lo scenario, la durata o le azioni abituali nel passato. Fornisce lo sfondo sul quale si stagliano le azioni compiute.

  • Esempio: Mentre il re regnava, le città crescevano in ricchezza e potere.

Analisi letteraria (Finzione e commento)

Nell’analisi di un testo letterario (poesia o prosa), l’analista (il critico) deve gestire due piani temporali: quello dell’opera (che esiste in un eterno presente) e quello della narrazione (la temporalità interna alla storia).

Il presente come tempo del commento

L’analisi critica si svolge quasi interamente al Presente Indicativo, il tempo dell’atemporalità e del commento.

Analisi Formale: Il critico usa il presente per descrivere le scelte stilistiche dell’autore, valide sempre.

  • Esempio: L'autore adotta una sintassi ipotattica; la metafora del viaggio simboleggia la crescita interiore.

Analisi Tematica: Il presente definisce l’azione o l’identità del personaggio all’interno della finzione.

  • Esempio: Il protagonista sente la necessità di ribellarsi; questo desiderio costituisce il motore della vicenda.

I tempi per la citazione e la supposizione

Quando si entra nella narrazione interna o si esprimono ipotesi, i tempi e i modi si complicano.

Modo/Tempo verbaleFunzione specificaEsempio
Presente narrativoQuando si riporta il contenuto della fabula con immediatezza, indipendentemente dal tempo usato dall’autore.Quando Paolo arriva alla casa, trova la porta aperta.
Imperfetto narrativoPer riferire azioni abituali o descrizioni che fanno da sfondo, all’interno del riassunto critico.La ragazza era solita leggere; la sera, le candele illuminavano il tavolo.
CongiuntivoUsato nelle proposizioni subordinate per esprimere ipotesi, dubbi, o per riportare il pensiero/intenzione dei personaggi (discorso indiretto).Il critico ipotizza che l'autore abbia voluto alludere al contesto politico dell'epoca.
CondizionalePer esprimere ipotesi, possibilità o per attenuare un giudizio (modalità epistemica).La scelta lessicale potrebbe essere interpretata come una citazione dotta.

In sintesi, la corretta gestione dei modi e dei tempi verbali in questi registri complessi è la prova di un controllo linguistico avanzato, essenziale per la chiarezza e l’autorevolezza del testo.


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